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I misteri di Palazzo Vecchio

Organizzare una vacanza a Firenze vuol dire percorrere un viaggio straordinario ricco di misteri.

Firenze ha alle spalle un passato glorioso che l’ha resa immortale. I grandi artisti e personaggi che qui hanno vissuto hanno lasciato testimonianze indelebili del loro passaggio in ogni angolo della città.

Uno dei luoghi più suggestivi da questo punto di vista è Palazzo Vecchio che nasconde alcuni misteri di Firenze rimasti insoluti da secoli.

La Battaglia di Anghiari

Il primo, e forse quello più conosciuto, riguarda la famosa Battaglia di Anghiari che secondo la storia venne dipinta da Leonardo nel Salone Cinquecentesco.

Leonardo non completò mai l’opera, al suo posto il Vasari realizzò nel XVI un grande affresco raffigurante la battaglia di Marciano della Chiana.

Il Vasari avrebbe però avuto l’accortezza di proteggere il dipinto di Leonardo lasciando uno spazio vuoto tra il suo affresco e l’opera del grande pittore.

Questa teoria sembra confermata da una scritta lasciata proprio dal Vasari nel suo dipinto che dice “Cerca – Trova”, interpretato dagli studiosi come un invito a ricercare il dipinto nascosto di Leonardo.

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Il ritratto nascosto

Un altro mistero che riguarda Palazzo Vecchio è ben visibile nella sua facciata, si tratta di un ritratto di profilo di un volto maschile scolpito nella pietra.

Il ritratto si trova dietro il complesso statuario “Ercole e Caco”, in basso a destra ed è chiamato dai fiorentini “l’Importuno” in relazione alla storia della sua creazione.

La versione più famosa del racconto vuole che il ritratto fosse stato realizzato direttamente da Michelangelo. Il famoso pittore era solito passeggiare davanti a Palazzo Vecchio per raggiungere il suo studio.

Ogni giorno lungo il tragitto veniva fermato da un uomo che richiedeva incessantemente all’artista il pagamento di un prestito.

Una sera quando l’uomo gli si parò nuovamente davanti Michelangelo finse di ascoltarlo mentre con le mani dietro la schiena realizzava lo strano ritratto.

Un’altra versione vedrebbe come autore sempre Michelangelo, ma la persona ritratta sarebbe in questo caso un condannato.

Qualcuno ipotizza che il personaggio rappresentato fosse Girolamo Savonarola, che come racconta la storia venne condannato a morte proprio in Piazza della Signoria.

Qualunque sia il motivo che portò Michelangelo a scolpirlo, questo ritratto resta uno dei tanti misteri della città rinascimentale.

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I misteri di Palazzo Vecchio non finiscono qui, se si osservano le merlature della torre si possono notare delle differenze, un occhio esperto riconoscerebbe infatti due tipologie costruttive: guelfe e ghibelline. Il fatto curioso è che quando fu completata la torre i ghibellini erano ormai esiliati da Firenze.

Piccoli misteri di Firenze che contribuiscono a rendere ancora più affascinante uno dei palazzi più belli della città.



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